martedì 27 gennaio 2009

Lavoro e Disabilità



“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
Questa non è un’opinione diffusa o una “massima” scritta nei diari sui banchi di scuola. Pochi lo conoscono e molti, pur conoscendolo, lo ignorano. L’art. 4 della Costituzione della Repubblica Italiana, non uno slogan ma un “diritto” essenziale per la dignità dell’uomo. Fin dalle origini l’uomo ha avuto la necessità di lavorare per sopravvivere: dalla caccia alla pastorizia, dalla coltivazione della terra alla costruzione di un riparo sicuro. Esso nasce dall’esigenza di adempiere ai bisogni primari dell’umanità. Nell’arco dei tempi il lavoro ha cambiato i connotati adeguandosi ai rinnovamenti sociali; a riguardo molte parole sono state spese e fiumi di leggi hanno riempito le pagine del Diritto. Tanto si è fatto, ma poco si è concretizzato e adeguato alle esigenze pratiche. Il diritto al lavoro dovrebbe essere garantito a tutti, a prescindere dalla razza, dalla religione, dai valori sociali e dallo stato di salute psichica e fisica, in particolar modo alle fasce deboli, soprattutto ai disabili.
Negli ultimi decenni l’Unione Europea ha affrontato queste problematiche attraverso l’emanazione di direttive e l’elaborazione di progetti mirati. Ha cercato di indagare tutti gli aspetti connessi al tema individuato rilevando dati sull’accesso al lavoro, sui cosiddetti inserimenti mirati, sul trasporto, sulla flessibilità e la possibilità conciliare i tempi e le esigenze di lavoro con quelli di vita, sulle barriere architettoniche, il sostegno psicofisico, l’assistenza sociale e sanitaria, ecc...
Tutti gli Stati hanno avviato, seppur con tempi e modalità diverse, politiche sociali per migliorare le condizioni di vita dei cittadini disabili e creare gradualmente crescenti opportunità per l’inserimento nella vita sociale e lavorativa. Tali sistemi sono falliti nella pratica, in parte a causa delle procedure burocratiche, in parte per altri problemi derivanti dalle condizioni connesse a situazioni lavorative.
In Italia il “Diritto al lavoro dei disabili” è regolamentato dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68 che “ha come finalità la promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato” (art. 1). Benché la sua efficacia teorica non corrisponda, spesso, ad una facile attuazione pratica, si sta lavorando per migliorare i metodi di applicabilità della legge.
Da un paio d’anni si è assistiti ad un cambiamento del trend statistico che evidenziava lo squilibrio esistente tra il nord Italia industrializzato e il sud carente di grosse figure industriali capaci di impiegare un congruo numero di lavoratori disabili (secondo la legge il rapporto d’impiego è del 7% di lavoratori disabili se il numero dei dipendenti supera le 50 unità). Grazie all’apertura dell’impiego nei vari settori impiegatizi e all’inserimento di un lavoratore disabile in aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti, anche il Meridione sta raggiungendo, per quanto è possibile, gli standard nazionali.
Il rispetto della normativa è spesso lasciata a discrezione dei datori di lavoro. In materia di legge sono previste delle sanzioni (art. 15) per chi non adempie agli obblighi di assunzione (art. 3) che poi in pratica non vengono comminate. La mancanza di mezzi e di forze disponibili al controllo, o le escamotage per raggirare la legge, rappresentano il punto nodale dell’inefficienza pratica. L’interesse e lo studio delle disabilità negli ultimi decenni hanno smontato falsi pregiudizi e cambiato in meglio le opinioni comuni della gente, ma la mancanza di lavoro e le difficoltà per l’attuazione in toto della legge 68/99 sono la causa per cui non sempre “Lavoro e disabilità” si accordano bene.
Per il “disabile” il lavoro rappresenta un importante punto di aggregazione e di inserimento sociale nella vita quotidiana. Recenti statistiche hanno dimostrano che i disabili integrati nel mondo del lavoro hanno migliorato la loro qualità di vita e le prospettive in un futuro più dignitoso.
Formazione e Orientamento sono oggi la componente essenziale per ottimizzare il binomio lavoro-disabilità.
Lavoro e Disabilità, facce della stessa medaglia che, ottenuta con sforzo e sacrificio, oggi rende gloria ad una società che è ancora capace di pensare, migliorare e costruire un futuro migliore.